...)Omnibelir è uno che decide di vivere la sua vita pienamente, cercando di usare il poco tempo a sua disposizione per ottenere OGNI COSA. Il suo scopo è la Virtù la Qualità, l'Areté, il Dharma.
Un passo da "Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta" di Robert M. Pirsig:
[...]
Kitto ha altre cose da dire riguardo all'areté. ``Quando in Platone incontriamo la parola areté,'' scrive ``la traduciamo con "virtù", e di conseguenza veniamo a perderne tutto il sapore. "Virtù", almeno ai nostri tempi, ha un senso quasi esclusivamente morale; areté, invece, viene utilizzata indifferentemente in ogni ambito e significa semplicemente eccellenza.
Quindi l'eroe dell'Odissea é un grande combattente, un astuto intrigante, un ottimo parlatore, un uomo dal cuore saldo e di grande saggezza che sa di dover sopportare senza lamentarsi troppo quel che gli dei gli mandano; ed è capace di costruire e di guidare una barca, di tracciare un solco più dritto di chiunque altro, di lanciare il disco meglio di un giovane fanfarone, di sfidare i giovani feaci al pugilato, alla lotta o alla corsa. Sa uccidere, scuoiare, macellare e cuocere un bue e una canzone lo può commuovere fino alle lacrime. In realtà, è abile in tutto; la sua areté è insuperabile.
L'areté implica il rispetto per la totalità e l'unicità della vita e, di conseguenza, il rifiuto della specializzazione. Implica il disprezzo per l'efficienza... O, piuttosto, una concezione molto più elevata dell'efficienza, che esiste non in un solo settore della vita, ma nella vita stessa.''
Roy: Ma non per durare.
Tyrell: La luce che arde col doppio di splendore brucia per metà tempo. E tu hai sempre bruciato la tua candela da due parti, Roy. Guardati. Tu sei il figliol prodigo. Sei motivo d'orgoglio per me.
La società in cui viviamo corre nella direzione opposta. Da migliaia di anni le persone sono canalizzate nella specializzazione. Il traguardo della massima efficienza in campi sempre più stretti. Scienziati che dedicano le loro vite per studiare una singola equazione, una singola proteina, una singola malattia. Avvocati, contadini, fabbri, piloti, atleti...
L'accento, il fulcro, l'importante è il camminare nella direzione opposta. Correre contro il flusso, verso l'ecletticismo, fuggendo la specializzazione.
Le persone sono ai nostri giorni giudicate e valutate per quanto esse producono, per quanto guadagnano.
Il successo (nella nostra weltanschauung) non è risalire la scala sociale. Perché le nostre regole non sono le regole di questa società. Il successo è il desiderio per l'areté e l'applicazione di questo desiderio. Il successo è Sbocciare. È diventare consci del proprio potenziale e Vivere invece di Sopravvivere.
Omnibelir è essere un Jun Zi (Chün Tzu) invece che uno Xiao Ren (Hsiao Jen) (vedi i Dialoghi di Confucio).
È essere un Vir invece che un Homuncio.
Un Aristos in un mondo di piccola gente avida e conformista, dalla
mente stretta, spinta da pregiudizi; zombi teledipendenti, schiavi
da supermercato.
Oscar Wilde nel suo capolavoro "Il ritratto di Dorian Gray", parlando per bocca di Lord Henry Wotton:
Lo scopo della vita è lo sviluppo del proprio io. Il completo sviluppo di noi stessi - ecco la ragione d'essere di ognuno di noi.
Gli uomini oggi hanno paura di se stessi. Hanno dimenticato i doveri più sacri;
quelli che si hanno verso di sé.
Il terrore della società, che è la base della morale; il terrore di Dio
che è il segreto della religione... questi sono i sentimenti che ci
dominano.
Eppure io credo che se un uomo dovesse vivere la vita pienamente e
completamente, desse forma ad ogni sentimento, espressione ad ogni pensiero,
realtà ad ogni sogno, credo che il mondo si rinsanguerebbe di un così puro
fiotto di gioia, che dimenticheremmo tutte le malattie del medievalesimo, e
torneremmo all'ideale ellenico - e forse a qualche cosa di migliore e di più
ricco dell'ideale ellenico.
Ma anche il più coraggioso di noi ha paura di se stesso.
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